fbpx

Il terroir

terroir-pitigliano-vitigni

L’insieme dei fattori da cui dipende l’unicità di un vino è molto più vasto di quanto si potrebbe pensare.

Per indicarlo si usa il termine francese terroir, introducibile in italiano con una sola parola. Alla lettera il significato sarebbe “terreno”, ma non rende nella maniera più assoluta le molte sfumature dell’originale, che non a caso è diventato di uso comune anche nella nostra lingua quando si parla di vino.

La parola terroir ingloba nel suo significato tutto quell’insieme di fattori che influiscono sulla qualità delle uve coltivate in una determinata area e che permettono di identificare il vino con il territorio.

Questi fattori sono rappresentati dall’intero ambiente che circonda il vigneto: caratteristiche del terreno, altitudine, esposizione, drenaggio, clima, zona geografica e tutti quei fattori significativi che possono influenzare la crescita e lo sviluppo di una vite.

Il terroir influenza quindi in modo determinante il gusto del vino che verrà prodotto dalle uve di un vigneto. Lo stesso vitigno, in condizioni differenti, darà un vino dalle caratteristiche completamente diverse. Ma la definizione appena data esprime in modo estremamente semplificato il concetto di terroir.

In un’accezione molto più vasta il termine intende non solo le caratteristiche materiali di un territorio, ma anche quelle immateriali, a iniziare dalle tradizioni e dalla cultura vinicola specifica.

Anche i cosiddetti fattori umani, difatti, fanno sì che un vino acquisisca caratteristiche uniche e spesso inimitabili. Per questo motivo è lecito e ci piace annoverarli nell’insieme dei fattori che costituiscono il terroir.

La definizione universalmente accettata del termine è stata coniata dal francese Institut National des Appellations dOrigine (INAO):

“Terroir è uno spazio geografico delimitato dove una comunità umana ha costruito, nel corso della storia, un intellettuale collettivo di produzione, fondato su un sistema dinterazioni tra un ambiente fisico e biologico e un insieme di fattori umani, dentro al quale gli itinerari socio-tecnici messi in gioco rivelano un’originalità, conferiscono una tipicità, e generano una reputazione, per un prodotto originario di questo terroir”.

E’ proprio sul concetto di terroir che devono, o spesso dovrebbero, basarsi le leggi a tutela della tipicità dei prodotti, non solo vinicoli. La valorizzazione del territorio può essere difatti portata avanti solo nel suo rispetto: i prodotti agroalimentari dovrebbero essere espressione di una determinata area in tutte le sue sfaccettature.

In campo vinicolo il concetto di terroir è anche una cartina al tornasole delle enormi differenze esistenti tra i vini dell’Europa e del resto del Mondo. Qui nel vecchio continente le etichette hanno spesso il nome dei luoghi in cui i vini sono prodotti, o addirittura della vigna da cui provengono.

Al contrario, i vini del Nuovo Mondo sono spesso chiamati con il nome del vitigno, a testimonianza del fatto che, forse, tra le bottiglie prodotte in quelle zone non c’è una così grande differenza.

Valentina Boschi
Colline Oggi n. 52, dicembre 2010

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *