fbpx

Guida alle etichette del vino

by redazione
guida etichette vino

L’etichetta di un vino è una vera e propria “veste” della bottiglia: deve risultare accattivante, adatta al target che si intende raggiungere e rispecchiare in qualche modo l’identità della azienda produttrice.

Oltre a questi scopi, indubbiamente fondamentali alla vendita del prodotto, l’etichetta ha comunque principalmente un ruolo informativo, essendo una sorta di carta di identità del vino.

Le informazioni contenute sull’etichetta vengono stabilite dalle norme nazionali in vigore e dai disciplinari delle singole tipologie.

Esistono menzioni obbligatorie che devono comparire in ogni bottiglia e menzioni facoltative che ogni produttore può autonomamente decidere di inserire o meno.

Informazioni obbligatorie delle etichette di vini

Alcune informazioni devono essere riportate sulla etichetta per Legge. Si inizia dalla quantità di vino contenuta nella bottiglia, che può essere espressa in litri, centilitri o millilitri.

C’è poi il lotto di produzione che identifica un insieme di bottiglie confezionate in momenti e circostanze identiche; il lotto è generalmente formato da una sequenza alfanumerica che comincia appunto con la lettera “L”.

Quindi il nome o la ragione sociale dell’imbottigliatore, e la sua sede. Nel caso di bottiglie destinate a mercati esteri, deve essere presente il nome dello Stato in cui è avvenuto l’imbottigliamento.

Il marchio europeo (“e”) è obbligatorio per tutti gli imballaggi. Quindi nell’etichetta troviamo il grado alcolico del vino, con una tolleranza del 0,5% in volume visto che le molecole alcoliche variano al variare della temperatura.

Dal 2005 anche per l’Italia è obbligatorio indicare nell’etichetta la presenza di anidride solforosa o di solfiti. La dicitura “non disperdere il contenitore nell’ambiente..” o frasi simili che diano indicazioni per il corretto smaltimento dei rifiuti.

Per i vini IGT è inoltre obbligatorio indicare l’area geografica e l’eventuale sottozona. Per i vini DOC e DOCG è obbligatorio indicare la regione determinata a cui fa riferimento la sigla VQPRD accompagnato da DOC o DOCG. Per i vini spumanti, il tipo di prodotto (Metodo Classico o Charmat).

Informazioni Facoltative

Tra le informazioni che ciascun produttore può decidere se inserire o meno nell’etichetta troviamo il nome del vino, il colore (rosso, bianco, rosato), il riferimento agli zuccheri residui (secco, amabile), eventuali consigli sull’abbinamento ideale e sulla temperatura di servizio.

Possono inoltre trovare spazio nell’etichetta il marchio del vino, che può servire a una ulteriore identificazione del prodotto, e il nome o la ragione sociale delle persone che hanno contribuito alla produzione, nel caso in cui siano diversi dall’imbottigliatore.

Facoltative per i vini IGT le seguenti indicazioni: varietà di vitigno se prevista dal disciplinare e se presente per almeno l’85% che deve comparire accanto al nome della regione a cui fa riferimento l’IGT; annata di raccolta delle uve (solo se si tratta di uve della stessa annata); termini come “produttore”, “tenuta”, “castello”… E la menzione Novello.

Per DOC e DOCG sono invece facoltativi alcuni acronimi, a seconda del tipo di prodotto: VQPRD (vino di qualità prodotto in regioni determinate); VSQPRD (vino spumante di qualità prodotto in regioni determinate); VLQPRD (vino liquoroso di qualità prodotto in regioni determinate); VFQPRD (vino frizzante di qualità prodotto in regioni determinate); la menzione “riserva”, “classico” o “superiore”; il nome di una sottozona.

Se previste dal disciplinare, anche menzioni del tipo “passito”, “sforzato”, “vin santo”.

Valentina Boschi
da Colline Oggi n. 46, settembre 2009

Potresti leggere anche:

Lascia un commento

* Usando questo form acconsenti alla archiviazione e all'utilizzo dei tuoi dati in forma anonima