Nelle colline del Fiora si ha una vista sul firmamento con pochi eguali in tutta Italia. Basta vedere la mappa sotto, che riporta la luminosità naturale della notte nella penisola. Solamente alcune zone della Calabria e della Sardegna offrono un panorama simile su stelle e galassie. Le poche luci artificiali presenti salvaguardano il territorio dall’ultima forma di inquinamento individuata dagli scienziati: l’inquinamento luminoso osservabile di nott
e soprattutto nelle città, dove lampioni e insegne creano una cappa di luce che occulta all’occhio la vista degli astri celesti. Gli effetti di questo eccesso di illuminazione artificiale non risparmiano alcun organismo vivente. Negli uomini l’inquinamento luminoso può inibire la produzione di melatonina alterando i ritmi di sonno – veglia. Negli animali come uccelli migratori, tartarughe marine e falene notturne, può causare la perdita di orientamento. Nelle piante può modificare il processo di fotosintesi clorofilliana. L’ alterazione dell’ambiente naturale notturno è balzata agli onori delle cronache una ventina di anni fa negli Stati Uniti, grazie all’opera di sensibilizzazione della International Dark Sky Association (letteralmente, “Associazione Internazionale Cielo Buio”).
In Italia si parla di inquinamento luminoso dal 2000, quando una legge per l’illuminazione ecosostenibile dei centri abitati è stata approvata dalla Regione Lombardia, il cui esempio è poi stato seguito da Marche nel 2002, Emilia Romagna nel 2003 e Abruzzo, Puglia e Umbria nel 2005.
In Toscana leggi simili sull’illuminazione ecosostenibile non sono ancora arrivate. Non che al momento siano necessarie, almeno per quanto riguarda le colline. La speranza, va da sè, è che mai lo debbano diventare.
da Colline Oggi n° 10, gennaio 2008






