Alla fine dell’era terziaria, ovvero due milioni di anni fa, la regione che abitiamo era costituita da ampie e lunghe isole di roccia prevalentemente calcarea.
In precedenza i massi soprastanti erano scivolati, sollevandosi, verso le depressioni. La situazione era quindi del tutto simile a quella che si osserva oggi con le isole della costa dalmata. Andando dal Tirreno verso l’interno, bracci di mare sempre meno profondi si insinuavano tra l’una e l’altra isola, per poi lasciare spazio a paludi e lagune.
Nell’era Quaternaria, l’attuale da circa 1,8 milioni di anni, il mare si stava ritirando definitivamente, lasciando una lunga isola costituita dalla parte meridionale del rilievo “medio toscano”.
Le terre emerse attraversavano i luoghi che oggi sono Pigelleto di Piancastagnaio, il massiccio del monte Civitella, la Roccaccia di Monte Vitozzo, monte Rotando, monte Elmo.
Si prolungavano poi con altre piccole isole verso sud-est: monte Selvi, monte Sorano, monte Carognone, monte Canino, fino ad altre nei pressi di Viterbo, dove allora c’era il mare. Sul lato occidentale, il mare quasi aperto occupava quella che poi sarebbe stata la valle del fiume Fiora.
Di li a poco, però, inizierà la grande fase vulcanica che trasformerà completamente il paesaggio.
Questa prende forza alla ripresa più decisa dello spostamento della penisola verso Est. Il bacino tirrenico inizia una forte espansione e il vulcanismo praticamente caratterizzerà due terzi dell’era attuale.
Inizia il vulcano di Radicofani (un milione centomila anni fa), a cui seguono quelli di Torre Alfina, del complesso di Bolsena (Bagnoregio, Bolsena, Montefiascone), di Latera, poi insieme di Latera e dell’Amiata (duecentocinquantamila anni fa) e poi ancora di Latera, dove l’ultima eruzione ha avuto luogo “appena” 50.000 anni fa! Il monte Rosso, il più occidentale complesso vulcanico del comune di Sorano, fa parte del massiccio di Latera e si pone in essere intorno ai 100.000 anni fa.
La fascia di lagune e di stagni doveva essere poco più alta del mar Tirreno perchè alla base dei depositi vulsini non vi sono tracce di sedimenti marini. Contemporaneamente, manifestazioni vulcaniche secondarie, come le sorgenti termali attive da centinaia di migliaia di anni, hanno contribuito a creare ampi tavolati di travertino, talvolta coperti dai tufi.
L’uomo che si aggirava da queste parti già 300.000 anni fa, dovette assistere suo malgrado a spettacoli grandiosi e terrificanti.
Odoardo Papalini, geologo
da Colline Oggi n° 5 del 4 ottobre 2007






